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19 ottobre 2019

QUEL CHE SO DI LEI - MONICA GUERRITORE - Donne prigioniere di amori straordinari

QUEL CHE SO DI LEI 
MONICA GUERRITORE
Donne prigioniere di amori straordinari





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Incentrato su un femminicidio dei primi del Novecento. IL caso Paternò-Trigona del marzo 1911. Personaggi di spicco. Aristocrazia e nobiltà.

Un fatto feroce e clamoroso per l'epoca, ne parlarono i giornali di tutta Europa. Non solo una storia di amore e morte ma uno spaccato della società di allora, classi in ascesa e ceti al tramonto, privilegi perduti o acquisiti e il problema del divorzio, fece agitare le coscienze della società dell'epoca. Il classico ruolo femminile dell'epoca scardinato pubblicamente.

Giulia, dama di corte della regina Elena, sposa giovanissima il conte Romualdo Trigona
Un matrimonio tranquillo, due figlie.
Fino al momento che cambierà tutta la sua vita.
Il suo no alla tranquilla routine matrimoniale inizia con la scoperta della relazione extraconiugale del marito. Scattano emozioni fortissime. Il dolore del tradimento quando  le nostre certezze, i nostri sogni, le nostre ambizioni usuali vengono assassinate e tutto pare privato della vita. Tutto ciò che abbiamo costruito ogni giorno per anni crolla in un secondo con la consapevolezza del tradimento. Niente e' piu' come prima.
E il dolore dell'abbandono non e' solo senso di solitudine fisico, non e' solo la perdita di un compagno di vita ma ci si sente sconosciuti, inutili. Il senso di inutilità ci annienta. Tutte le energie spese nel costruire una "casa" solida risultano improvvisamente vane.
Solitudine e senso di inutilità, le emozioni che possono annientarci.

Durante un ricevimento Giulia conosce il barone Vincenzo Paternò, aitante tenente di cavalleria. E Giulia riprende a vivere. Drasticamente. Rivive come donna e "vuole ritrovare la propria femminilita' ". Qualcuno ha cancellato il suo ruolo di moglie e lei reagisce dismettendo anche "l'abito di madre". Lascera' anche le due figlie. Vivrà intensamente questa storia d'amore.

Il carattere irascibile e violento dell'affascinante tenente, la sua gelosia, i debiti che accumulava per il gioco e le scarse risorse finanziarie di cui disponeva rovinarono la relazione.
Giulia lo lascia ma acconsente ad un ultimo incontro.
Lei si presenterà all'appuntamento nonostante tutti l'avessero messa in guardia.
Qualcuno afferma che Giulia fosse convinta che lui non potesse farle del male perche' tanto l'aveva amata. Altri affermano che Giulia fosse certa della morte tanto da avere stipulato un'assicurazione sulla vita a favore delle figlie e proprio pochi giorni prima.


Non avrei mai pensato a Monica Guerritore come scrittrice letteraria. Interprete, regista e drammaturga molto apprezzata. Da questo libro, il primo che leggo della Guerritore, non sono rimasta particolarmente affascinata.

Questo libro e' vita vera e teatro in letteratura.
Più teatro che letteratura.

Assolutamente autobiografico. 
Forse le mie aspettative erano esagerate, mi ha attratto la presentazione personale della Guerritore.
O forse andrebbe riletto. Ma da una prima lettura penso abbia trattato l'argomento in modo apparentemente superficiale in realtà mancando un ordine preciso nel raccontare le sue emozioni si crea confusione, manca linearità. Come fossero immagini che appaiono e scompaiono, come dei flash. E ci si perde.
Più concentrata su se stessa, sulle proprie emozioni personali che non sui personaggi. E le figure femminili sembrano solo delle comparse.
Una comparsa persino Giulia Trigona!
Accenna appena anche alle otto grandi donne che la accompagnano in questo viaggio verso la morte di Giulia. Sono otto grandi personaggi femminili che ha interpretato in teatro e che forse l'hanno ispirata. 

Se ti ha incuriosito sappi che questo libro e' acquistabile con il Bonus Cultura e con il Bonus Carta del Docente!





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28 settembre 2019

HUNGER GAMES - LA TRILOGIA di Suzanne Collins

HUNGER GAMES  
LA  TRILOGIA
di
Suzanne Collins

Titolo in italiano: 
I GIOCHI DELLA FAME





PRIMO VOLUME
HUNGER GAMES



SECONDO VOLUME
LA RAGAZZA DI FUOCO


TERZO VOLUME
IL CANTO DELLA RIVOLTA


I più venduti di Amazon sono altri e' vero ma il mio consiglio è questo! 
Un libro che sto leggendo e che mi piace moltissimo, più esattamente una trilogia, "HUNGER GAMES" di Suzanne Collins. che personalmente ho acquistato in ebook.
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Al momento sono al secondo volume: la ragazza di fuoco e non vedo l'ora di arrivare al terzo per leggere Il canto della Rivolta, per riconciliarmi con l'umanità e riprendermi la speranza personale 😉

La mia curiosità e' nata dopo avere visto i tre film qualche giorno fa in Tv. 
Bellissimi. Sembra la solita storia apocalittica americana e in un certo qual senso lo e' ma già dal titolo si evince una storia contemporanea con una evoluzione possibile, o che forse già viviamo in parte.

Viene definito un romanzo fantascientifico distopico, una pseudo utopia che personalmente purtroppo ritengo possibile.


Titolo in italiano: I GIOCHI DELLA FAME!



Già viviamo la povertà e la guerra tra poveri, abbiamo i poteri forti che decidono della nostra vita senza potere interagire e soprattutto nemmeno possiamo individuarli, reality a non finire tra il grande fratello, le isole e quant'altro gli umani "reclusi" studiati e osservati in cattività non si contano e per divertimento.

Non ho notato differenze con il tema degli Hunger Games. Anzi andando avanti nel libro mi rendo conto che purtroppo già abbiamo le basi per un mondo come Panem, purtroppo!

La nazione di Panem, situata in Nord-america, sembra essere nata dopo un apocalisse nucleare. Capitol City, come citato nel primo libro, si trova sulle montagne rocciose.
Ogni anno un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni vengono scelti (mietitura) per combattersi nell'arena fino alla morte. Per divertire gli abitanti della Sede Centrale Capitol City e i suoi pochi abitanti scelti e privilegiati. I ragazzi vengono scelti nei 12 distretti poverissimi e al servizio di Capitol City!

Perché gli Hunger Games? Per punire un tentativo passato di ribellione dei distretti.
Ma ..... si ribelleranno di nuovo, almeno in Panem

E noi ci ribelleremo? SI prima o poi lo faremo

CONSIGLIATISSIMO!

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12 agosto 2012

IL CACCIATORE DI AQUILONI - Khaled Hosseini


IL CACCIATORE DI AQUILONI 


Khaled Hosseini


Recensione pubblicata su Ciao


non posso replicarla qua


Puoi leggerla al link IL CACCIATORE DI AQUILONI



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23 maggio 2012

SICILIAN TRAGEDI - Ottavio Cappellani - 2007


SICILIAN TRAGEDI


Ottavio Cappellani


2007


Ottavio Cappellani, quarantenne di Catania, quindi siculo 100%, narra in maniera sublime la sicilianità, quella che Leonardo Sciascia chiama "sicilitudine", indescrivibile a parole perché trattasi di emozione, storia e posizione insulare. Caratteristica tipica di gente di un isola, sempre occupata da mille culture di cui restano tracce visibili nel contesto, ma con l'animo sempre puro e "staccato", mai un siciliano assorbirà da un occupante, l'animo rimarrà sempre inassimilabile. Sempre in movimento per non cambiare mai come scrisse Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo "Gattopardo", vive la vita come una quotidiana rappresentazione o come un eterno contrasto tra realtà e apparenza tipica delle opere di Luigi Pirandello.

Cappellani da bravo drammaturgo e sceneggiatore rende perfettamente questa pseudo realtà, questo contrasto, questa sicilitudine. Le sue capacità di sceneggiatore lo facilitano nel rendere i suoi libri facili da leggere come un film, forse più come una rappresentazione teatrale, abile nell'uso del dialetto anche "stretto" con un vocabolario a tratti forse incomprensibile per chi siciliano non è, come a tratti possono sembrare comiche o umoristiche alcune situazioni che nascondono una realtà dura e spesso crudele.

I personaggi principali sono molti, un regista sessantenne "garruso" o "puppo" che sogna la rappresentazione che lo farà salire alle stelle, si muove fra mafiosi e piccoli uomini di potere e le loro mogli, si trova invischiato in omicidi mafiosi e piccole vendette, tradimenti e storie d'amore. In un continuo passare dal palcoscenico vero alle rappresentazioni del quotidiano fino a non distinguere più la rappresentazione dalla realtà.

Consiglio caldamente il libro così come consiglio la lettura di un articolo del BlogSicilia dal titolo “Sicilian Tragedi” Catania (e l’Italia) allo specchio, l'articolo recensisce in modo eccellente lo spettacolo messo in scena dal regista Guglielmo Ferro nel teatro Ambasciatori di Catania e aiuta a comprendere meglio anche il libro.

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10 gennaio 2012

L'INGLESE - Daniel Silva - 2002



Leggo molto e frequento spesso una libreria che offre una selezione ricca di libri usati. Girando di qua e di là mi capita di fare conoscenza con altri amanti della lettura e come me alla ricerca di libri usati. Alla ricerca di novità, di titoli nuovi, di nuovi scrittori. Pochi gli stranieri letti da me soprattutto nessun americano oltre a James Ellroy e la curiosità mi ha spinto ad accettare il consiglio di acquistare questo libro praticamente ormai quasi introvabile nuovo. Datato 2002, fa parte di una collana di 10 romanzi che come protagonista vedono Gabriel Allon e i servizi segreti israeliani in un intricato gioco politico, economico e storico che coinvolgono la Germania pre e post bellica, la Svizzera sempre neutrale rispetto alle guerre ma al servizio di chiunque disponga di denaro o beni di lusso, non a caso definita la prostituta d'Europa e la Corsica che ospita un sicario infallibile.

Subito posso dire che si tratta di un thriller che scorre tranquillo, apparentemente tranquillo. Personaggi di spicco oltre all'israeliano Gabriel Allon, occasionale collaboratore del Ministero della Difesa Israeliano ma per vocazione restauratore di quadri e opere d'arte (come per i nazisti cattivi e gli avidi banchieri si nota anche in Gabriel questo abbinamento, questo Leitmotiv di cattiveria, terrorismo, killeraggio e amore per l'arte e per il bello) , Anna Rolfe figlia di un banchiere svizzero che aveva rapporti economici speciali con i gerarchi nazisti durante il secondo conflitto mondiale e l'Inglese un sicario di origini Corse che opera in tutto il mondo.

I temi trattati sono molti, non solo il banale omicidio ma tratta in maniera fredda e apparentemente impersonale il problema dell'antisemitismo del periodo bellico, il problema della corrutibilità dell'essere umano, l'avidità, il passato che non passa mai e a tratti la passione per l'arte, la pittura, la musica e per il bello.

Il libro scorre bene e può essere una piacevole lettura ma trovo deludente il solito riferimento al tedesco cattivo che non si pente mai, allo svizzero che in nome dell'avidità ha abbracciato cause inaccettabili e che banalmente si pente alla fine della sua vita, trovo banale la figlia del banchiere svizzero che ripudia suo padre per tutta la vita, accettandone però il benessere economico senza chiedersene la provenienza, che si riavvicina alla figura paterna solo dopo la scomparsa per omicidio e solo dopo la dichiarazione di pentimento, trovo anche banale che la protagonista accetti cultura, religione ebraica  e persino collaborazione con i servizi segreti israeliani per amore del protagonista. Banale anche la figura dell'Inglese, sicario implacabile con un'apparente coscienza che leggo più come un overdose di omicidi e sangue che non come voglia di cambiamento o pentimento.

Non credo che nel prossimo futuro acquisterò e leggerò gli altri romanzi di Daniel Silva, non a breve almeno!
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28 febbraio 2011

LE COSE CHE NON HO DETTO - Azar Nafisi

AZAR NAFISI 
LE COSE CHE NON HO DETTO





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Ho inserito la foto della scrittrice e non solo la copertina del libro. E' importante vedere la scrittrice, è una donna moderna, nata in Iran nel 1955,  ha vissuto in Iran fino al 1997 quando se ne torna definitivamente negli USA insieme a marito e figli. Ma non ha conosciuto solo l'Iran, ha avuto la possibilità di aprire la sua mente, ha avuto la possibilità di scegliere. Giovanissima a 13 anni viene mandata in Inghilterra per studiare e completa gli studi universitari negli Stati Uniti. Torna in Iran nel 1979 dove insegnerà per 18 anni. Trascorrerà altri 6 anni fuori Iran dal 1981 al 1987. Infatti nata e cresciuta con la monarchia dello Scià (Reza Palavi) vive nel 1979 la transizione del paese da una monarchia assoluta con Reza Palavi  alla presa del potere da parte dell' ayatollah Ruhollah Khomeini, capo indiscusso della "Republica Islamica" e unico capo politico-religioso ancora più feroce di quello precedente. Nel 1981 viene considerata indesiderata (si rifiuta di indossare il velo ) e lascia il paese. Avanti e indietro dall'Iran. In effetti ha cercato inutilmente di cambiare le coscienze delle donne ma senza successo. Impossibile in Iran dissentire con Komehini al potere. Soprattutto impossibile sopravvivere dissentendo. Negli USA scrive il suo libro più celebre "Leggere Lolita a Teheran" che è un bestseller e che la fa considerare una delle scrittrici iraniane più promettenti.

Il libro "Le cose che non ho detto" viene scritto dopo la morte dei suoi genitori. E' un libro di memorie private, racconta la sua infanzia, la sua adolescenza, racconta di una madre ingombrante, dittatore in famiglia che "soffoca" il marito, il quale prontamente cerca altrove (varie amanti) una libertà mentale e spirituale che in famiglia non riesce a trovare . La madre invece rimane sempre al suo posto apparentemente salda.

Ovviamente è un ritratto affettuoso ma terribile della madre e un ritratto magnifico del padre.  Un padre idealista che finisce in galera (cella comoda e con molti privilegi però) e una madre che diventa prima donna eletta al parlamento iraniano. Un rapporto idialliaco con il padre e conflittuale con la madre, Nafisi parla di "rapporto doloroso" con la madre.

La madre ne esce pestata. Il padre come una vittima.

La madre l'ha aiutata ad emanciparsi, da vera despota quale era le ha permesso di scegliere se fare la rivoluzionaria a casa o nell'agiatezza all'estero. Nel libro ha definito la famiglia il più perfetto sistema totalitario in assoluto!

Lei, una rivoluzianiara iraniana in America! Che dire allora delle iraniane che continuano la loro piccola guerra quotidiana a casa?

Direi che il suo scopo di riappacificarsi con i genitori soprattutto con la madre non è riuscito!






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