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2 maggio 2011

LA MIA TERRA, LA MIA GENTE - DALAI LAMA - III PARTE - Una StoriaTibetana!

LA MIA TERRA, LA MIA GENTE 
DALAI LAMA  
My Land and my People 
III PARTE




Cito dal libro  una vecchia storia tibetana raccontata da Kundun : "Una volta c'era un lama famoso che si chiamava Drom. Un giorno egli vide un tale che camminava intorno a uno stupa (*). <<Ah>>, osservò Drom, <<fai proprio bene a camminare intorno allo stupa, però faresti meglio se praticassi la religione>>. Bene, vuol dire che mi metterò a leggere un libro sacro, pensò l'uomo, e si immerse profondamente nella lettura, finchè un giorno Drom lo incontrò di nuovo. <<Certo, è una gran bella cosa leggere i libri sacri>>, gli disse Drom, <<però faresti meglio se praticassi la religione>> L'uomo pensò : Neanche la lettura delle sacre scritture è utile. Proviamo a meditare. Passò un pò di tempo, e Drom si imbattè ancora nell'uomo, immerso questa volta in meditazione. <<Fai proprio bene a meditare>>, gli disse, <<però faresti meglio se praticassi la religione>>. <<Ma mi vuoi dire>>, chiese allora l'uomo disorientato, <<che cosa intendi per praticare la religione?>> <<Distogli la mente da tutte le forme della vita mondana. Vivi la religione nella tua mente.>>

Kundun spiega la morale della storia e come trovare la salvezza : "Chi non fa sforzi mentali, può anche vivere ritirato su un monte come un animale in letargo, ma accumulerà solo delle scuse per scendere all'inferno"

(*) Uno Stupa è un monumento Buddhista! A livello simbolico, lo Stupa rappresenta il corpo di Buddha, la sua parola e la sua mente che mostrano il sentiero dell'illuminazione (da Wikipedia)

LA MIA TERRA, LA MIA GENTE - DALAI LAMA - II PARTE - L'Appendice


LA MIA TERRA, LA MIA GENTE 
DALAI LAMA  
My Land and my People 
II PARTE




Come già scritto nella I Parte la prima edizione risale al 1962. Questa edizione del 2009 uscita in occasione del 50° anniversario dell'esilio è arricchita da contenuti supplementari che concernono mezzo secolo di esilio,  un'appendice che descrive : Buddismo Tibetano e l'esigenza religiosa nella nostra vita,  Gli appelli di sua Santità il Dalai Lama del tibet alle Nazioni Unite (11 novembre 1950),  Risoluzioni dell'ONU (approvate nel 1959, 1961 e 1965), Il Piano di Pace in 5 punti per il Tibet tutte le dichiarazioni di S.S. al congresso degli USA (1987), Proposta di Strasburgo (1988), Appendice all'Edizione Italiana Storia dell'esilio dal 1959 al 2009, curata da Piero Verni.

Nell'appendice Piero Verni descrive i suoi incontri con il Dalai Lama, i suoi viaggi, racconta di come Kundun nel corso degli anni abbia conquistato il mondo occidentale con la sua saggezza e il suo carisma. Racconta che mentre tanti occidentali venivano "catturati" dal fascino del buddhismo, il Dalai Lama si interessava sempre più alla cultura occidentale. Parla della curiosità di Kundun per il mondo occidentale e per la scienza. Importanti infatti i suoi incontri scientifici. Così come molta parte del suo tempo l'ha anche dedicata al Cristianesimo e alla conoscenza delle altre religioni. Per trovare, se ce ne sono, dei punti di contatto. Nel suo libro "L'Abbraccio del Mondo" Kundun racconta in modo emozionante il suo primo incontro con uno scienziato occidentale.

LA MIA TERRA, LA MIA GENTE - DALAI LAMA - My Land and my People - I PARTE

LA MIA TERRA, LA MIA GENTE 
DALAI LAMA  
My Land and my People 
I PARTE




La prima Edizione risale al 1962, 3 anni dopo avere lasciato il Tibet. Tenzin Gyatso, 14.mo Dalai Lama scrisse questo libro autobiografico per fare conoscere la "causa tibetana", allora problema sconosciuto al mondo. Grazie  a questo splendido libro scritto in prima persona da Kundun ("La Presenza" per i tibetani) il mondo venne a sapere del Tibet una piccola regione dell'Asia Centrale, a 4.900 metri di altezza e per questo chiamata il "Tetto del Mondo", un paradiso di bellezza e purezza inquinato dal 1950 dagli invasori cinesi che ne hanno fatto una discarica nucleare dei loro rifiuti tossici e che da allora praticano un genocidio culturale e fisico dei tibetani, popolo "civile" e "puro".

Nel 2009 lo stesso libro venne ripubblicato e ampliato con brani inediti in occasione del 50° Anniversario dell'Esilio del Dalai Lama e del governo tibetano. Ricordo che Sua Santità Tenzin Gyatso è l'unico vero e ufficiale Capo Spirituale e Temporale del Tibet e dei tibetani. Tutto il resto è menzogna!

Kundun racconta in questo libro la sua vita, da predestinato, da quando nel 1935 ad appena due anni venne riconosciuto come la reincarnazione del 13.mo Dalai Lama, racconta la sua vita di bambino, parla della sua famiglia, dei suoi genitori, fratelli e sorelle, del Paese delle Nevi, delle sue abitudini, usi e costumi, dei miti e delle tradizioni del suo popolo. Parla della religione, della sua educazione religiosa, dei suoi studi, degli anni dell'invasione cinese,  dei tentativi che fece per trovare una convivenza pacifica, dei suoi viaggi in Cina e dei suoi primi viaggi in occidente. Non un libro politico e nemmeno buddista, ma il racconto della vita di un popolo che vive in una zona amata da Dio, il racconto della vita di un uomo "illuminato", i suoi pensieri e sentimenti più intimi e profondi. Anche le sue paure. Inoltre questa edizione è arricchita del racconto di 50 anni di esilio in India. La sua vita in esilio e la vita in esilio delle migliaia di profughi che lo hanno seguito.

29 aprile 2011

TIBET : BREVI CENNI STORICI PER CAPIRE DI COSA PARLIAMO

NON FACCIAMOLO ANCHE NOI 
NON DIMENTICHIAMOLO
TIBET LIBERO






Si tratta di un genocidio fisico e culturale! Molti ne sanno poco, Troppi non sanno!

E tutto questo va avanti da 60 anni! Nell'indifferenza generale!

Se fate caso ogni tanto soprattutto in occasioni ufficiali vengono pubblicate foto sui giornali e brevi, brevissimi cenni fotografici e filmati in televisione. Ma il tutto viene presto dimenticato.

Ma i tibetani ancora là stanno e ancora là soffrono!

NON DIMENTICHIAMO! E NON PERMETTIAMO CHE GLI ALTRI DIMENTICHINO! AIUTATEMI E AIUTATE I TIBETANI!

Leggi la Storia del Tibet nel mio Blog WILLYNA

Leggi tutto sul Tibet nella categoria TIBET del mio blog

Namastè

TIBET LIBERO


TIBET : SIMBOLOGIA DELLA BANDIERA TIBETANA





SIMBOLOGIA DELLA BANDIERA TIBETANA



Prima di parlare del Dalai Lama come scrittore voglio provare a fare capire e conoscere meglio la nazione che Kundun rappresenta : il Tibet.

Cominciamo dalla bandiera nazionale con un grande significato. Ogni angolo, ogni simbolo, ogni colore ha un significato importante :

1. La gloriosa e bellissima montagna bianca, situata al centro, simboleggia la grande nazione tibetana, famosa per le montagne innevate che la circondano.




2. I sei raggi di luce rossa diretti verso il cielo simboleggiano le sei tribù del Tibet: Se, Mu, Dong, Tong, Dru e Ra.




3. L’alternanza del colore rosso e del colore azzurro del cielo simboleggia la continua ricerca della retta condotta morale necessaria per mantenere e proteggere la legge spirituale e la legge temporale sancita dalle due divinità tutelari, una rossa e una nera, che hanno protetto il Tibet nel corso dei tempi.




4. I raggi emanati dal sole nascente sopra il picco della montagna innevata, simboleggiano l’eguale godimento, da parte di tutti i cittadini tibetani, della luce della libertà, della felicità spirituale e materiale e della prosperità.




5. La posizione della coppia di intrepidi leoni di montagna, il cui coraggio è suggerito dalle cinque sporgenze sulla sommità della loro testa, simboleggia il totale successo contro tutte le avversità delle azioni intraprese dal governo spirituale e secolare della nazione.




6. I tre gioielli colorati sopra ai leoni, bellissimi e radiosi di luce, simboleggiano la continua venerazione da parte del popolo Tibetano delle Tre Preziose Gemme, oggetti del rifugio.




7. Il mulinello della gioia, sorretto dai leoni, simboleggia l’osservanza della dirittura morale secondo le somme tradizioni rappresentate dai dieci precetti divini di virtù e dalle sedici regole etiche della vita laica.




8. Il bordo giallo simboleggia il fiorire e lo sviluppo degli insegnamenti del Buddha, paragonabili all’oro purissimo, attraverso spazio e tempo senza limiti.

Fonte : il mio blog WILLYNA

28 aprile 2011

TIBET : TENZIN GYATSO – 14.mo DALAI LAMA – CHI E’



« Prima di addormentarmi, penso sempre per qualche minuto. Penso alla gente in Tibet. A quello che sta soffrendo, al suo dolore. E mentalmente recito una preghiera di ringraziamento per essere libero. Un rifugiato, ma libero. Che può parlare per il suo popolo e cercare di alleviarne le sofferenze. »




Difficile scegliere una foto di Kundun che lo rappresenti. Le sue foto sono tutte belle perchè lui è bello, sempre bello!

Guardare le sue immagini mi riconcilia con il mondo, persino con gli esseri umani che lui ama profondamente. Così come ama gli esseri viventi, tutti! E traspare dal suo volto, dalla sua persona! Grazie Kundun!

Era il 1935, l’Anno del Cinghiale”, il Reggente si era recato presso un lago ritenuto sacro, il Lhamoi Latso a Chokhorgyal, a circa 150 km da Lhasa. Sulle rive di questo lago sacro il Reggente ricevette l’indicazione per trovare il 14.mo Dalai Lama. L’anno successivo iniziò la ricerca.

Quando il Reggente trovò in Tenzin Gyatso la reincarnazione del tredicesimo Dalai Lama, Kundun aveva 2 anni. Abitava in una sperduta regione del Tibet, il Dokham, in un piccolissimo villaggio ancora più sperduto, il villaggio di Taktser.

Tenzin Gyatso è nato il 6 Luglio 1935. Viene chiamato dai buddhisti tibetani Yeshe Norbu (“la gemma che realizza i desideri”) o Kundun (“la Presenza”). In Occidente Sua Santità il Dalai Lama!

Dopo la proclamazione a 14.mo Dalai Lama assunse il nome : Jetsun Jamphel Ngawang Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso (che significa Sacro Signore, Gloria gentile, Compassionevole, Difensore della fede, Oceano di saggezza). A 25 anni superò l’esame finale a Lhasa.

Dal 1950 guida spirituale e temporale del Tibet (ancora oggi). Purtroppo di fatto a causa dell’invasione cinese ha potuto esserne la guida ufficiale solo per poco. Nel 1959 (17 marzo) lascia il Tibet per l’esilio accolto dall’India. A Dharamsala risiede a tutt’oggi con il governo tibetano. Da Dharamsala guida il suo popolo! Nel 1989 riceve il Premio Nobel per la Pace!

Il 14 maggio 1995 il Dalai Lama proclama Gedhun Choekyi undicesima reincarnazione del Panchen Lama ma il bimbo verrà rapito dai cinesi, nominando un altro bambino al suo posto (Gyancain Norbu) e di Gehun Choekyi ormai 20enne non si sa più nulla. Sicuramente lo avranno ammazzato o starà languendo se non torturato in uno dei tanti Laogai cinesi (campi di concentramento).

Kundun è amato in tutto il mondo occidentale e non, conosce perfettamente l’inglese e molte altre lingue. Ha scritto molti libri, ha ispirato film di successo, ha ricevuto onorificenze in tutto il mondo. Ricevendo sempre accese critiche da parte cinese. E’ stato ricevuto da molti governi in maniera ufficiale e da qualcuno no. Ultimamente Obama per paura di ritorsioni economiche da parte cinese aveva rifiutato di ricevere con tutti gli onori il Dalai Lama. Fatto gravissimo che denota purtroppo la sudditanza economica che l’occidente dimostra nei confronti della Cina. Anche in Italia Romano Prodi rifiutò di riceverlo per paura dei cinesi. Da più di 60 anni i cinesi occupano il Tibet illecitamente usandolo come discarica nucleare, e perpetrando un genocidio umano e culturale senza precedenti. Il tutto nell’indifferenza dell’Occidente e dei Paesi civilizzati come il nostro.

Grazie Kundun, grazie di esistere ancora.

Tibet Libero!

TIBET : DALAI LAMA





« Prima di addormentarmi, penso sempre per qualche minuto. Penso alla gente in Tibet. A quello che sta soffrendo, al suo dolore. E mentalmente recito una preghiera di ringraziamento per essere libero. Un rifugiato, ma libero. Che può parlare per il suo popolo e cercare di alleviarne le sofferenze. »





Il Dalai Lama dalla metà del 1600 fino al 1959 è considerato il “Capo Spirituale” del Buddhismo tibetano, più esattamente di una delle scuole buddhiste, “Gelupa” (= Virtuosi). Fino al 1959 soltanto, perchè nel 1950 il Tibet è stato invaso dai cinesi e il Dalai Lama è stato costretto all’esilio. Per i tibetani in giro per il mondo e per i tibetani ancora sotto gli artigli cinesi il Dala Lama è ancora il “Capo Spirituale”. Il Dalai Lama viene considerato “manifestazione” del “Buddha della Compassione“. Ogni Dalai Lama trova il suo successore dopo la morte nella sua reincarnazione. Quando un Dalai Lama muore un “Reggente” prende le sue veci e le sue funzioni per mettersi alla ricerca della vera reincarnazione. La ricerca viene guidata da poteri divini. E quando viene trovato il futuro Dalai Lama viene sottoposto ad alcune prove.

Tutti i Dalai Lama : Gendun Drup, Gendun Gyatso, Sonam Gyatso, Yonten Gyatso, Lozang Gyatso, Tsangyang Gyatso, Kelzang Gyatso, Jamphel Gyatso, Lungtok Gyatso,  Tsultrim Gyatso, Khedrup Gyatso, Trinley Gyatso, Thubten Gyatso, Tenzin Gyatso